Memoria riguardante la Venerabile
Compagnia del SS. Sacramento.
Da un memoriale esistente in Cancelleria Vescovile di Todi scritto
dal fu Domenico Leoni l’anno 1717, il quale fu eletto
revisore generale dei conti delle Compagnie da mons. Vescovo,
risulta quanto appresso. Che nella Chiesa parrocchiale di Monticello
sotto il titolo di S. Nicolò con decreto di Mons. Vescovo
di Todi del 9 Marzo 1629 approvò e confermò la
Erezione della Compagnia.
Detto Decreto esiste nel Bollario degli anni 1627 al 1630 pag.
69. Che la stessa Compagnia sin d’allora possedeva una
stanza di tre stanze posta nell’interno del Castello confinante
le case di Giuseppe Antonio di Domenico Angelo da una parte
il vicolo e la strada da due lati.Questa Compagnia nel 1717
aveva un Monte Frumentario di quartenghi 100 di grano.
Dal registro delle entrate e uscite della Compagnia del SS.
Sacramento di Monticello a c. 2.
Monticello veduta aerea
SANT'ARNALDO
- ottobre 2003
Tradizioni / La Fiera di Sant’Arnaldo
Festa del tempo che fu “Sant'Arnaldo delle cipolle, chi
ci va ci prende moglie, Sant' Arnaldo delle fico, chi ci va
ci prende marito».
Questo
detto che accompagna la fiera di Sant' Arnaldo, che si svolge
ogni anno la seconda domenica di settembre richiamando non solo
tuderti e massetani (fra i territori dei quali la località
è punto di confine), ma anche molto gente dal ternano.
La festa si svolge intorno ad una chiesina di origine romanica
risalente al mille e dedicata a questo santo taumaturgo delle
ernie al quale nel tempo sono state attribuite alcune decine
di miracoli.
Era proprio questa la forma di devozione per eccellenza: avvicinare
un proprio capo intimo, al quadro di Sant' Arnaldo. 
Quando il dipinto originale venne rubato, la gente del posto
ne commissionò la riproduzione ad un pittore locale;
in seguito il quadro fu ritrovato, ma essendo ormai rovinato
venne relegato nelle soffitte della chiesa. Il Santo vi è
raffigurato non con indosso il saio ma con gli abiti da pastore.
Vicino al suo bastone vi è un "cinto", accessorio
che serviva appunto a contenere le ernie.
Un'altra forma di devozione consisteva nel pregare passando
sotto l'altare perchè si diceva che lì fosse sepolto
il santo. Una pratica questa resa poi impossibile quando fra
gli anni Sessanta e Settanta gli altari vennero girati verso
il pubblico dei fedeli. Quello della chiesetta venne addirittura
smantellato e sostituito con una tavola di marmo. Nello stesso
periodo anche le pareti che erano ricche di ex-voto e di riproduzioni
delle ernie miracolate furono "rimodernate" privando
la chiesa di tali testimonianze.
Da circa vent'anni esiste un comitato, del quale fanno parte
le famiglie della vicina Monticello, che si occupa sia della
manutenzione della chiesa (ne hanno ristrutturato il tetto e
hanno realizzato una piccola pineta) che, insieme ai sacerdoti
e alle suore di Collevalenza, dell'organizzazione della festa.
«Nel tempo - spiega Maria Maddalena Petrini, una delle
componenti del comitato - la fiera, che in principio era circoscritta
alla messa e alle bancarelle, è andata arricchendosi
di una pesca di beneficenza e dei tradizionali giochi della
civiltà contadina, mantenendo così i connotati
semplici delle feste del tempo che fu».
Antonella Fornetti
ALCUNE FOTO SUL CASTELLO
DI SOBRANO


