"CHIOANO, A.D. 1962
Popolazione: (1808): 168; (1951): 296; (1962):253); (1968:253)
Quando ha cominciato a esistere
Chioano? Da quanto tempo, in questa zona, si costruivano case
abitate da uomini? Non possiamo sapere con precisione, ma è
certo da tempo lontanissimo. Chioano vanta origini remotissime:
PIRRO STEFANUCCI (1) e G.B. GUAZZARO (2) vi rinvennero iscrizioni
etrusche. Molte vestigia romane e preromane sono visibili ancora
nei muri delle vecchie case, presso la Chiesa, o sparse e abbandonate
nei campi.
La
storia di Chioano si è svolta per secoli insieme a quella della
città di Todi, dove due grandi famiglie, per lungo tempo, si
sono conteso il potere: la famiglia guelfa degli ATTI e la famiglia
ghibellina dei CHIARAVALLE. La villa di Chioano - ricordata
in documenti del duecento sotto il nome di CLOVANO - era assai
popolata nel medioevo e si contavano case in numero maggiore
di quello odierno. Nel 1277 Chioano fu assediata dai ghibellini,
che avevano l'intento di cacciarne i guelfi ivi rinchiusi: in
aiuto di questi ultimi vennero però uomini di Sangemini e Acquasparta:
i ghibellini dovettero così ritirarsi. Sorte peggiore toccò,
tuttavia, al castello nel 1472, allorché fu incendiato dai seguaci
dei Chiaravalle. Nella seconda metà del cinquecento fu nominato
signore di Torrececcona e di Chioano MATTEO LALLI, già da PIO
IV insignito con il titolo di conte di RIPALTA, per aver militato,
in qualità di colonnello dell'esercito polacco, al servizio
di Santa Romana Chiesa. I Lalli, venuti in Italia al seguito
di Carlo d'Angiò, erano poi risaliti verso gli Abruzzi (dove
ebbero feudi e possedimenti) e l'Umbria. Nel XVIII secolo, il
conte GIAN MATTEO LALLI, commissario delle strade di Todi, esercitava
ancora il diritto di alta e bassa giustizia, giudicando sotto
"la quercia bella" del Collarezzo - abbattuta pochi anni or
Sono - con onestà e rettitudine. Nel 1810, per ordine dell'Imperatore
BONAPARTE, fu imposto al clero cattolico un giuramento con questo
tenore: "Io giuro e prometto a Dio, sui SS: Vangeli, obbedienza
e fedeltà all'imperatore Bonaparte. Prometto ancora di non avere
alcuna intelligenza né di assistere ad alcun consiglio, né di
formare alcuna lega, tanto all'interno quanto all'estero, che
sia contraria alla tranquillità pubblica. Sapendo che si trami
qualche cosa in pregiudizio dello Stato giuro di farlo sapere
all'imperatore". A Todi si rifiutarono di sottoscrivere il testo
del giuramento i canonici PIRRO ATANASIO ALVI, PIETRO ROCCHI,
INNOCENZO MARIANI, DON TOMMASO BATTISTI parroco di CHIOANO,
e DON FILIPPO ANGELI (3) parroco di Montenero. Tutti furono
deportati a CALVI di CORSICA
Note
(1) - Dottore in legge, da annoverare
tra i più insigni eruditi todini del II° cinquecento. Morì a
Todi nel 1595.
(2) - Dottore in legge, priore
curato di Cordigliano, dove morì nel 1624. Particolarmente versato
nella matematica. Fu in corrispondenza con lo stesso Galileo
Galilei, che aveva conosciuto nel palazzo Cesi di Acquasparta.
(3) - Nato a Chioano. Duante
l'esilio, mortogli improvvisamente il fratello Antonino potè
ritornare a Montenero. Quindi, per concessione, gli fu data
a reggere la parrocchia di Chioano "in qua ita se gessit ut
ob bonos honestosque mores, quibus fuit imbutus, ob piano libertatem
erga egenos ob sedulam operam quam servavit (!) dominico gregi
pascendo, erga homines harum regionum, et speciali modo hujus
Cloani Pareciae (!), celeberrimus evaserit. Morì a Chioano il
31 agosto 1852. Sepolto nella chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo
Apostolo. Ita est. (dal Registro dei morti dell'Archivio parr.
A:M:D:G Anno Domini 1862."