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Chioano
"CHIOANO. Pop. (1808): 168 ; (1951): 296. Nel medioevo questa villa - ricordata in documenti del duecento sotto il nome di Clovano - era assai popolata e si contavano case in numero maggiore di quello odierno.

Da un affresco della metà del SettecentoNel 1277 Chioano fu assediata dai ghibellini, che avevano l'intento di cacciarne i guelfi ivi rinchiusi: in aiuto di questi ultimi vennero però uomini di Sangemini e Acquasparta: i ghibellini dovettero così ritirarsi.

Sorte peggiore toccò, tuttavia, al castello nel 1472, allorché fu incendiato dai seguaci dei Chiaravalle.

La chiesa parrocchiale è intitolata a San Sebastiano. Altra chiesa molto antica - quella di San Giovanni (oggi irreperibile) - viene spesso citata dai cronisti.

Chioàno vanta origini remotissime: Pirro Stefanucci e G.B. Guazzaroni vi rinvennero iscrizioni etrusche. Molte vestigia romane e preromane sono visibili ancora nei muri delle vecchie case o sparse e abbandonate nei campi."
Franco Mancini, Todi e i suoi castelli, Città di Castello, 1960, 2. ed., Perugia, Editrice Sigla Tre, 1986, p. 245

Del castello di Chioano possediamo anche un'altra fonte, la Cronaca Parrocchia di S. Bartolomeo:

"CHIOANO, A.D. 1962
Popolazione: (1808): 168; (1951): 296; (1962):253); (1968:253)

Quando ha cominciato a esistere Chioano? Da quanto tempo, in questa zona, si costruivano case abitate da uomini? Non possiamo sapere con precisione, ma è certo da tempo lontanissimo. Chioano vanta origini remotissime: PIRRO STEFANUCCI (1) e G.B. GUAZZARO (2) vi rinvennero iscrizioni etrusche. Molte vestigia romane e preromane sono visibili ancora nei muri delle vecchie case, presso la Chiesa, o sparse e abbandonate nei campi.

Chiesa parrocchiale di ChioanoLa storia di Chioano si è svolta per secoli insieme a quella della città di Todi, dove due grandi famiglie, per lungo tempo, si sono conteso il potere: la famiglia guelfa degli ATTI e la famiglia ghibellina dei CHIARAVALLE. La villa di Chioano - ricordata in documenti del duecento sotto il nome di CLOVANO - era assai popolata nel medioevo e si contavano case in numero maggiore di quello odierno. Nel 1277 Chioano fu assediata dai ghibellini, che avevano l'intento di cacciarne i guelfi ivi rinchiusi: in aiuto di questi ultimi vennero però uomini di Sangemini e Acquasparta: i ghibellini dovettero così ritirarsi. Sorte peggiore toccò, tuttavia, al castello nel 1472, allorché fu incendiato dai seguaci dei Chiaravalle. Nella seconda metà del cinquecento fu nominato signore di Torrececcona e di Chioano MATTEO LALLI, già da PIO IV insignito con il titolo di conte di RIPALTA, per aver militato, in qualità di colonnello dell'esercito polacco, al servizio di Santa Romana Chiesa. I Lalli, venuti in Italia al seguito di Carlo d'Angiò, erano poi risaliti verso gli Abruzzi (dove ebbero feudi e possedimenti) e l'Umbria. Nel XVIII secolo, il conte GIAN MATTEO LALLI, commissario delle strade di Todi, esercitava ancora il diritto di alta e bassa giustizia, giudicando sotto "la quercia bella" del Collarezzo - abbattuta pochi anni or Sono - con onestà e rettitudine. Nel 1810, per ordine dell'Imperatore BONAPARTE, fu imposto al clero cattolico un giuramento con questo tenore: "Io giuro e prometto a Dio, sui SS: Vangeli, obbedienza e fedeltà all'imperatore Bonaparte. Prometto ancora di non avere alcuna intelligenza né di assistere ad alcun consiglio, né di formare alcuna lega, tanto all'interno quanto all'estero, che sia contraria alla tranquillità pubblica. Sapendo che si trami qualche cosa in pregiudizio dello Stato giuro di farlo sapere all'imperatore". A Todi si rifiutarono di sottoscrivere il testo del giuramento i canonici PIRRO ATANASIO ALVI, PIETRO ROCCHI, INNOCENZO MARIANI, DON TOMMASO BATTISTI parroco di CHIOANO, e DON FILIPPO ANGELI (3) parroco di Montenero. Tutti furono deportati a CALVI di CORSICA

Note

(1) - Dottore in legge, da annoverare tra i più insigni eruditi todini del II° cinquecento. Morì a Todi nel 1595.

(2) - Dottore in legge, priore curato di Cordigliano, dove morì nel 1624. Particolarmente versato nella matematica. Fu in corrispondenza con lo stesso Galileo Galilei, che aveva conosciuto nel palazzo Cesi di Acquasparta.

(3) - Nato a Chioano. Duante l'esilio, mortogli improvvisamente il fratello Antonino potè ritornare a Montenero. Quindi, per concessione, gli fu data a reggere la parrocchia di Chioano "in qua ita se gessit ut ob bonos honestosque mores, quibus fuit imbutus, ob piano libertatem erga egenos ob sedulam operam quam servavit (!) dominico gregi pascendo, erga homines harum regionum, et speciali modo hujus Cloani Pareciae (!), celeberrimus evaserit. Morì a Chioano il 31 agosto 1852. Sepolto nella chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo Apostolo. Ita est. (dal Registro dei morti dell'Archivio parr. A:M:D:G Anno Domini 1862."

 



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