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Collevalenza
La Parrocchia di Collevalenza è stata
affidata da S. Ecc.za Mons. Alfonso Maria De Sanctis, vescovo
di Todi, ai religiosi della Congregazione dei Figli dell’Amore
Misericordioso dall’agosto 1951, data della venuta della
Fondatrice Madre Speranza Josefa Alhama Valera in questo paesino
ora famosissimo per il Santuario dell’Amore Misericordioso,
dove ci si incontra con un Dio Padre pieno di bontà,
e non con un giudice di tremenda maestà, come si preferiva
nel passato.
Un interesse particolarissimo acquista la chiesa
parrocchiale per la presenza di M. Speranza, che dopo due brevi
visite nel giugno e nell’ agosto 1951, ha soggiornato
dal 18 agosto '51 al 18 dicembre '53. I primi tre Figli, su
disposizione del vescovo Mons. Alfonso Maria De Sanctis, presero
dimora presso la Casa Parrocchiale. I ragazzi, detti 'apostolini',
si divisero tra la casa di Bartolini Tecla e il Palazzo dei
Bianchini, le quattro Suore con la Madre presso la casa Valentini
al n. 7 nella piazzetta del paese. Questa chiesa e questo luogo
custodiscono e consegnano al ricordo le preghiere, le estasi,
alcuni episodi edificanti e straordinari della Madre che durante
questa permanenza si persuase e accettò la volontà
del “Buen Jesus” di fissare qui a Collevalenza la
sua residenza, presso il ‘Roccolo’, dove ora sorge
il Santuario dedicato all’Amore Misericordioso. Nel suo
Diario, alla data del 19 agosto 1951, la notte stessa del suo
arrivo qui a Collevalenza, scrive: "Questa notte
il Buon Gesù mi ha detto chiaramente, che in questa Collevalenza,
dove io non mi rassegno facilmente a rimanere, è dove
devo vivere e organizzare il mio ultimo lavoro, secondo il desiderio
suo…."
Grazie anche a Lei, se Collevalenza
oggi non è più un paesino sconosciuto e sperduto
sulle colline umbre, ma anzi, è meta di sempre più
numerosi pellegrini assetati di pace, di perdono e di conforto.
Per la storia di Collevalenza bisognerà
aspettare ancora qualche anno.
Tuttavia lo studio del Mancini nel suo Todi e i suoi castelli
resta ancora un punto di riferimento per un tracciato storico
sociale del castello.
"COLVALENZA. Pop. (1808)
: 369; (1951) : 924. Affermano taluni antiquari che sul
colle, dove poi sarebbe stato costruito il castello, esistesse
un tempio dedicato a Gíunone Valentia, da cui il nome Colle
Valènza (oggi Colvalènza). Un grosso melograno in travertino,
trovato fuori la porta di cinta, avrebbe fatto parte del
fregio ornamentale del tempio. Nelle varie epoche sarebbero
venute alla luce idoli e statuette, tra cui una -posseduta
dal prete Vincenzo Mascioli, studioso di antichità - rappresentante
una figura muliebre dal volto maestoso e solennemente atteggiata.
Il
castello, fortificato fin dalla prima -metà del sec. XIII, dovette
assai spesso subire i rabbiosi assalti delle opposte fazioni
- guelfa e ghibellina - di Todi. Attaccato dai chiaravallesi
nel 1272, fu espugnato e arso con grande strage. Nel 1310 venne
messo a sacco dal cavalier Savelli, capitano dei ghibellini
tuderti, che vollero così rifarsi dello scacco subìto a Castelrinaldi,
inutilmente assediato. Il papa ricorse allora alla rappresaglia:
fatto catturare il fratello del cavalier Savelli, lo tenne,
benchè vescovo e governatore di Campagna, prigioniero e ostaggio.
Il distruttore di Colvalenza, onde liberare il fratello, si
recò a Roma, dove per ordine del pontefice fu fatto subito decapitare.
I guelfi, tuttavia, non si comportarono
meno crudelmente dei ghibellini: nel 1377 le genti di Catalano
degli Atti, avendo perpetrato orribili crimini e uccisioni,
imposero sugli abitanti del castello il loro durissimo giogo
; snidati, dopo un secolo circa, nel 1487 (anno in cui - come
affermano concordi e stupefatti i cronisti - nacque a Colvalenza
un fanciullo con testa di vitello, recante in fronte la lettera
V), dagli uomini dei Chiaravalle - già. padroni di Rosceto -
i seguaci degli Atti ricorsero per aiuto ai signori di Alviano:
e insieme a questi, di nuovo impadronitisi del castello, inseguirono
i ghibellini fin sotto le mura di Acquasparta.
Quando non funestata dalle discordie,
Colvalenza venne a ragione ritenuto uno dei migliori luoghi
di villeggiatura di tutto il contado : alle sue pendici (dove
oggi si snoda la bella strada d'asfalto che conduce a Terni)
era la grande Selva di Pugliano, vero paradiso per i numerosi
"uccellatori" di colombi migratori. A Colvalenza volle celebrare
splendide nozze (1409) Muzio Attendolo Sforza, allorchè tolse
in moglie Antonia Salimbeni, vedova di Francesco Casale, signore
di Cortona e di Chiusi.
Recentemente
(1925) il paese è stato abbellito della nuova chiesa parrocchiale
(dove può ammirarsi un grazioso battistero del 1466) e da numerose
moderne costruzioni. Notevole, tra queste ultiine (lungo la
strada che da un antico oratorio mariano viene oggi, molto ambiziosamente,
denominata Viale Madonna delle Grazie), il vasto Collegio dell'Amore
Misericordioso, dove - sotto la guida di alcuni religiosi -
numerosi allievi attendono agli studi.
Oltre alle sparse ville di Folignano,
San Giacomo (dove questo Santo era venerato in una chiesa che
in antico fu la parrocchiale di Colvalenza) e San Serio, è opportuno
ricordare Romagnano (poi Torre Cecco Cinelli), la cui chiesa
dedicata a Sant'Angelo de Serchiano era già diruta nel sec.
XVI: in questa località furono trovati oggetti e iscrizioni
romane.
Verso la fine del cinquecento,
Angelo Cesi costruiva (vocabolo Logge) - al confine tra la parrocchia
di Colvalenza e quella del SS. Crocifisso - una villa con loggia
rinascimentale, che, dopo i recenti restauri, ha ripreso il
primitivo, elegante aspetto."
Franco Mancini, Todi e i suoi castelli, Città
di Castello, 1960, 2. ed., Perugia, Editrice Sigla Tre, 1986,
p. 246-247
La scheda storica del castello
di Collevalenza che segue è tratta probabilmente dalle
cronache di Alvi.
"7 OTTOBRE 1903
Collevalenza, Castello, fu fabbricato,
1272, dalla parte Chiaravallese. Nel 1311 fu demolita dai Ghibellini,
dei quali era capo il Cav. Savelli. Nel 1409 Sforza Attendolo
vi sposò Antonia Salimbeni, vedova di Francesco da Casale, Signora
di Chiusi, come si ha dalla storia del Corio stampata nel 1565.
Le mura furono ricostruite nel 1474. Nel 1487 fu occupata dai
Chiaravallesi unitamente a Rosceto ed ivi si fortificarono facendo
scorrerie fino a Todi. I Catalaneschi aiutati dai Signori di
Alviano vennero in questi luoghi e dopo aspra guerra li cacciarono,
uccidendone molti; ed allora si ritirarono in Acquasparta. Romasiano
o Romazzano villa diruta, oggi dicesi Torreciccocinelli, oggi
di proprietà della famiglia Petrucci, e poi passò in quella
dei Benedettoni di S. Benedetto, oggi del Sig. Angelo Cortesi.
Faceva comunità nel 1425 pagava le terziarie e faceva tre fuochi:
aveva chiesa dedicata a S. Angelo i di cui beni furono riuniti
alla parrocchia di Rosceto, e detta famiglia Benedettoni vi
fabbricò un'altra chiesa sotto il medesimo titolo.
S.
Giacomo di Collevalenza era l'antica cura il cui uso fu traslatato
dai parrocchiani nella cappella di S. Giov. Battista entro il
castello che passa per titolare della cura ed eravi un solo
altare. Nel 1591 vi si trasferì il titolo di S. Marco in Cicognola.
Nel 1673 fu unito il beneficio di S. Giacomo Minore a detta
cura, bib. Catalano del 1629 Cart. 161. S. Giov. Battista Curata
con fonte nel castello.
Madonna delle Grazie.
Nel 1640 vi fu eretta la congregazione dei Bifolchi che si obbligarono
fare la festa alli 8 di Sett. In ogni anno. E' distante da Todi
detto Castello miglia 5. Vi era un monte frumentario nel 1747
di quartenghi 50 ed altro di quartenghi 159: ora ve n'è uno
solo di quart. 72. Resta compresa questa cura nel comune di
Todi gorimo di detta Città delegazione di Perugina e dalla...Vicaria
segnata lett. I. Il conte Francesco Francisci Gonfaloniere di
Todi negli anni 1841 al 1848 vi è stata fatta la strada rotabile
che unisce alla Provinciale Tuderte e prima Giorare alla deviazione
della Settevalli. Donato Don. Verdelli da Tolentino è il parroco
Popolazione Num. 599 Case 101 Famiglie 101 nati 20 morti 12
matrimoni 9.
Folignano villa diruta
faceva 19 fuochi ed ebbe due Chiese una dedicata a S. Biagio,
e l'altra a S. Martino: di questa nel 1574 ne fu traslato il
titolo alla Chiesa viciniore rimanendone di essa in memoria
una semplice maestà di una Madonna sopra la quale poi vi è stata
edificata l'altra Chiesa che esiste tuttora.
Cicognola villa diruta
in tenuta di Collevalenza con chiesa dedicata a S. Maria: faceva
12 fuochi, oggi è semplice titolo di un beneficio e case coloniche.
S. Serio villa diruta
presso Collevalenza in un colle di proprietà di una certa Valenza
come è notato nel libro dei fuochi del 1292; e perciò fu detto
il Castello di Collevalenza. Alla tenuta di questo nel 1574
fu unita quella di S. Serio e portava allora il nome corrotto
di S. Valerio, faceva 8 fuochi ed ebbe chiesa dedicata a S.
Serio che fu unita come si è detto alla cura nell'anno sopra
espresso.
Il ponte di Sobrano sulla
Naia nel 1553 la comune vi teneva obbligato Biagino di Rosceto
ad securitudinem viatorum decret. Foglio 8.0. tero delle Carte:
Dal 1980 si ordina la cart. 124 che si facesse un ponte fra
Sobrano e Rosaro e forse fu fatto dopo questo nel 1558 e ne
fu obbligata la esecuzione a Quintigliano Pantalla e Farina
detto Lepraro Accursi di Montecastrilli colla solida esenzione
come al memoriale cart 18 e decr. Del 1579 cart 80. Nel 1628
rovinò e si pensò a farlo di legno. Nel 1728 come dalle lettere
del B. Gra. Facoltative di potere spendere scudi 226,40 e tenore
della perizia e di potere imporre la gabella di un baiocco per
forma sulli Gutturali e di un baiocco da pagare dai bovari e
cavallai per ogni capo di bestia. Nel 1722 e 1723 rovinò e però
nuovamente nel 1758 fu riedificato con un solo arco di mattone
con la spesa di scudi 1900. Nel 1877 fu restaurato ed allungato
nei muri andatori e fu più adagiatu su salita sul medesimo.
Iliano villa diruta poco
discosta da Torrececcocinella; eravi una chiesa dedicata a S.
Maria di cui rimangono poche vestigia. Nel 1874 fu unita alla
cura di Collevalenza con la sua tenuta che faceva 15 fuochi..
Pugliano villa diruta
in tenuta di Collevalenza faceva 19 fuochi come si legge in
un protocollo compilato nel 1499 dal Capit. Di giustizia contro
certi Massetani per un delitto quivi commesso presso la chiesa
di S. Giacomo."
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