"Nel nome di Dio. Amen
Questo è l'inventario
di tutti e singoli Beni, stabili e mobili, frutti, reildite,
ragioni, obblighi e pesi di qualsivoglia specie della V. Chiesa
Parrocchiale sotto il titolo di S. Giovanni Battista, dei Beni
Parrocchiali e Confraternite riunite del SS.mo Sacramento e
Rosario esistenti con Colvalenza, Diocesi di Todi, fatto e redatto,
in doppia copia, una per la Curia Diocesana e l'altra per l'archivio
Parrocchiale, da me sottoscritto Parroco sotto il dì 1 Maggio
1904 nel modo e forma seguente.
Chiesa Parrocchiale e Filiali
La
Chiesa del Castello di Colvalenza è situata entro il
Castello medesimo, da capo, a sinistra di chi entra; confina
davanti e da un lato colla strada, dall'altro lato coi Sig.
Valli, oggi Giulivi e da piedi, da una parte colla casa curata
e dall'altra colla Sig.a Bianchini Sofia.
Non si sa di detta Chiesa l'Erezione
e non è consacrata.
Esistono in essa tre Altari;
uno, l'Altare Maggiore ove si conserva il SS.mo Sacramento;
sotto l'invocazione e titolo di S. Giovanni Battista, patrono
della Parrocchia, il secondo sotto il titolo di Maria SS.ma
dei Rosario, posto a sinistra di chi entra e il terzo a destra
di chi entra sotto il titolo di S. Antonio di Padova e S. Vito
Martire. In questa Chiesa vi sono erette due Compagnie, una
del SS.mo Sacramento, eretta con Breve di Paolo V, Sommo Pontefice
in data 4 Marzo 1614, e l'altra la Compagnia del SS.mo Rosario,
istituita per Breve del R. Padre dei Domenicani in data 2 Luglio
1619.
L'altare
della Compagnia del Sacramento è l'Altare Maggiore, lavorato
di stucco- nel quadro di detto altare fatto nel 1869 vi è dipinto
S. Giovanni Battista e la festa annua propria di questa Comp.a
è detta Festa delle reliquie che si celebra nella terza Domenica
di Maggio, in cui si espongono alla Venerazione dei popolo tutte
le Reliquie.
L'altare della Comp.a del Rosario
era di legno e divenuto fracido per l'antichità, fu fatto nuovo
di stucco nel 1762 nel di cui quadro vi è dipinta la Madonna
SS.ma del Rosario nel centro, a mano dritta S. Domenico e alla
sinistra S.a Caterina da Siena.
La festa annuale propria di
questa Compagnia è la Festa del SS.mo Rosario, che si fa la
1 Domenica di Ottobre.
Il terzo Altare già rifatto
sotto il titolo unito di S. Antonio di Padova e S. Vito M. e
è pure esso di stucco, nel di cui quadro vi è dipinta nel centro
la Madonna col Bambìno in braccio, alla destra S. Antonio e
alla sinistra S. Vito; il quale Altare al presente è mantenuto
e decorato dai Priori di S. Antonio, i quali vi celebrano la
festa il 17 Gennaio e il 13 Giugno e dai Priori di S. Vito,
i quali ogni anno fanno la Festa di S. Vito il dì 15 Giugno.
A questo Altare accorrono i
devoti di S. Vito in gran numero per essere benedetti colla
Reliquia dei santo e unti coll'olio della sua Lampada nelle
parti offese dal morso dei cani Idrofobi.
In
questa Chiesa Par.e a mano sinistra di chi entra vi è il Fonte
Battesimale, colla colonna e vasca di marmo, lavoro
del 1466. Sopra la porta della Chiesa vi era
l'orchestra in legno e un piccolo Organo in mediocre stato e
in Chiesa vi sono quattro finestre con vetri e e vi
erano tende rosse in cattivo stato.
Ora, a destra
di chi entra, è stata creata una nicchia dedicata a Madre
Speranza, per ricordare la sua presenza in questa chiesa insieme
alle Ancelle e ai Figli dell’Amore Misericordioso, dove
hanno pregato e lodato il Signore, dal 18 agosto 1951 al 18
dicembre 1953, giorno in cui le comunità hanno lasciato
definitivamente le dimore rispettive nel castello, per trasferirsi
nell’Istituto, prima opera del Complesso del Santuario
dell’Amore Misericordioso che vedrà il suo completo
sviluppo in seguito, fino all’anno 1973.
Questa
Chiesa Parrocchiale oltre che non è capace di accogliere neppure
la metà dei fedeli che accorrono alla santa Messa e Funzioni
nei giorni festivi, è poi in uno stato indecoroso, antigienico
e forse pericolante. li suo piano fatto di mattoni è sempre
umido e perciò sporco e lurido, per quanto i Sacrestani si affatichino
a pulirlo; il tetto in travatura comune, senza soffitto, e la
parete laterale a sinistra quando si entra è tutta imbevuta
di acqua e fradicia, come pure l'altare dei Rosario è sospeso
e per la detta umidità non è suscettibile di restauro; poiché
nel 1897 la mensa dell'Altare e i gradini furono fatti nuovi
a gesso e cemento a spese della Confraternita e dopo pochi mesi
rovinò.
La Chiesa di Colvalenza è stata
sempre in questo stato di inevitabile umidità, perchè fra il
muro della Chiesa e il muro Valli o Giulivi vi è una piccola
distanza di mezzo metro e così per le acque piovane dei due
tetti i muri a vicenda si danneggiano.
Questa Chiesa ha bisogno di
un restauro radicale e a nuovo e di essere ampliata, ciò che
si farà quando vi saranno dei fondi provvidenziali, giacchè
non si può sperare né pretendere un contributo dal beneficio
parrocchiale perché misero e fornito dal fondo culto
di congrua normale in £ 900 nette, né dalle confraternite
locali che hanno un meschino reddito gravato di pesi e legati
e neppure dalla Popolazione che è povera.
RELAZIONE CONCLUSIVA
dei Lavori di Restauro della Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni
Battista - della Sacrestia - e della stanza sotto la Sacrestia.
COLLEVALENZA
Settembre 1995 – Agosto 1996
I lavori appaltati
alla Ditta Cicognani Roberto di Spoleto, dopo aver chiesto preventivi
anche ad altre ditte locali, sono iniziati il 4 settembre 1995
e terminati il 27 agosto 1996 con la pittura e le decorazioni.
I lavori sono consistiti rispettivamente nella:
CHIESA:
Rifacimento totale del tetto a capriate in castagno, dell’impianto
elettrico a norma compreso nel preventivo della ditta imprenditrice,
dell’impianto luce con fari, della tinteggiatura-decorazione
previo rifacimento parziale di alcuni tratti di intonaco, della
lucidatura del pavimento, dell’impianto di amplificazione
con cavi e altoparlanti nuovo;
SACRESTIA:
Rifacimento del tetto semplice a travi in castagno, del pavimento,
della tinteggiatura, impianto elettrico e luci, rinnovo del
sotto-sacrestia con soffitto a travetti in castagno e apertura
di una porta verso il forno e pavimento in cemento liscio.
E’ stato
necessario anche un contratto nuovo ENEL per un aumento della
trifase a seguito di un aumento di consumi dei fari più
numerosi e potenti, anche se a basso consumo.
Si è proceduto anche al restauro delle Statue e di alcuni
oggetti preziosi tuttora utili per la liturgia.
Un ulteriore lavoro da fare è la Bussola a vetrata all’Ingresso
della Chiesa, al posto di quella in legno che abbiamo tolto
perchè poco intonata.
Questo per attenuare il disagio dell’aria fredda d’inverno
e per mantenere più calda l’aula dell’assemblea,
oltre che, una volta chiusa a chiave di giorno, dar modo ai
pellegrini di visitare la nostra chiesa ormai così bella
e di interesse particolare per la presenza in essa di M. Speranza
che vi ha pregato agli inizi della sua storia qui in parrocchia
negli anni ‘50.I parroci nel ringraziare tutti coloro
che in qualche modo hanno collaborato alla realizzazione di
così necessario restauro, invitano a riempire la casa
di Dio di Lodi e Preghiere e Canti.
Qualcuno ci ha dato offerte perchè desideroso di vedere
rifatti alcuni banchi della chiesa sullo stile di quelli di
prima, da porre in fondo per gli anziani che desiderano inginocchiarsi
durante la loro preghiera. Ben vengano!
i parroci
P. Quinto e P. Alessandro
Bella e interessante l’Annunciazione di chiara ispirazione
robbiesca, sopra il portone d’ingresso.
Il parroco era don Diomede Lanari, ma colui che coordinò
e praticamente fu l’autore della ristrutturazione fu l’Avv.
Giuseppe Bianchini, anima bella di cristiano autentico.Vari
interventi successivi dal 1968 al 1975 hanno visto rinforzare
il tetto, abolire la balaustra in legno, rinnovare la tinteggiatura
e il pavimento. La riforma liturgica del Concilio ha ispirato
la demolizione degli altari laterali, la modernizzazione di
quello principale compresa la Sede e l’Ambone in peperino,
opera della Ditta Tessicini di Lugnano in Teverina, su progetto
della ‘Domus Dei’ di Roma.Un interesse particolarissimo
acquista la nostra chiesa per la presenza di M. Speranza, che
dopo due brevi visite nel giugno e agosto 1951, ha soggiornato
dal 18 agosto 51 al 18 dicembre 53 con i primi tre Figli presso
la Casa Parrocchiale, i primi ragazzi - 'Apostolini' presso
la casa di Bartolini Tecla e il Palazzo dei Bianchini, e con
alcune Ancelle presso la casa Valentini al n. 7 nella piazzetta
del paese.Questa chiesa e questo luogo raccolgono e custodiscono
nel ricordo le preghiere, le estasi, alcuni episodi edificanti
e straordinari della Madre che durante questa permanenza si
persuase e accettò la volontà del “Buen
Jesus” di fissare qui a Collevalenza la sua residenza,
presso il ‘Roccolo’, dove ora sorge il Santuario
dedicato all’Amore Misericordioso.
Grazie anche a Lei se Collevalenza oggi non è più
un paesino sconosciuto e sperduto sulle colline umbre ed è
meta di pellegrini assetati di pace e conforto.
Oltre ai citati fonte battesimale e il rilievo dell’Annunciazione,di
interesse artistico sono la tela della Madonna del Rosario con
S. Domenico e S. Caterina, la tela della Madonna con Bambino
con S. Antonio e S. Vito e la tela di S. Giovanni Battista,
patrono, opera del 1869 del Prof. Zucchetti di Todi.
Il Crocifisso collocato ultimamente sopra l’altare, è
in legno ricoperto di metallo dorato e serviva per le processioni.
CRONACA
della RIAPERTURA della CHIESA
Giovedi 29 agosto 1996, alle ore 21.00 ha avuto luogo la solenne
riapertura della Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Giovanni
Battista, dopo un anno esatto di lavori.
Ha presieduto la Concelebrazione S. Ecc.za Mons. Giovanni Bianchi,
vescovo emerito di Montecatini-Pescia, ospite nella famiglia
religiosa dei Figli dell’A. Misericordioso. Con lui altri
Padri hanno concelebrato insieme ai due parroci in solidum,
P. Quinto e P. Alessandro.
Tanta gente ha reso onore alla circostanza con la gioia visibile
sul volto di tutti e con la preghiera fatta col cuore pieno
di gratitudine. Ma la chiesa non conteneva tutti i convenuti:
altrettanti erano fuori. La Corale del Santuario diretta da
P. Carlo Andreassi, e di cui fanno parte anche alcuni nostri
giovani, ha dato splendore alla liturgia eucaristica col servizio
del canto.
La grande luce dei potenti fari ha colorato magnificamente la
coreografia impreziosita oltretutto anche dalle decorazioni
rifatte sullo stile delle vecchie, riscoperte sotto il velo
dell’ultima tinteggiatura.
Tutto si è svolto con molto decoro, con una processione
iniziale esterna avviata dalla
croce astile e conclusasi all’altare dopo il canto e la
benedizione in fondo alla chiesa e aspersione con acqua su tutto
il popolo in festa.
Dopo la S. Messa, rinfresco offerto dai partecipanti a tutti
i convenuti, presso i locali della casa parrocchiale.
Festa della famiglia anche questa!
La
suddetta Chiesa Parrocchiale ha anche quattro Chiese Filiali
fuori del Castello, una chiamasi la Madonna delle Grazie,
la seconda chiamasi la Madonna di S. Martino, e di queste
due si riparerà in appresso, la terza trovasi alla Torre
Ciccocinella fabbricata dai Sigg.i Benedettoni di S. Benedetto
sotto il titolo del Santo Angelo Custode e ora proprietà
dei Sig. Angelo Cortesi; in questa Chiesa si entra colla processione
il giorno dei Corpus Domini per benedire col Santissimo il popolo:
la quarta Chiesa è quella del Camposanto, di proprietà
del Comune.
La Chiesa della Madonna delle
Grazie nel 1900 era caduta e per deficenza dei fondi non restava
che demolirla.
Ma la vergine che da secoli
dispensa grazie ai suoi devoti che in quella prodigiosa immagine
l'onorano non permise la distruzione di quella Chiesina e ispirò
nel cuore di due suoi figli facoltosi e devoti il completo restauro
di detta Chiesa.
Fu nel 1901 che il Sig. Liti
Silvio dei fu Domenico di Collevalenza, di pieno accordo colla
sua moglie Sig.ra Canneori Annamaria, annuente il Parroco locale,
si accinse con ardore al sospirato restauro e nel Settembre
1902 era stato già ultimato tutto il lavoro a nuovo di murato.
diretto dal medesimo Sig. Liti e compìto tutto a sue spese,
che in breve così riassumo. li piano della Chiesa fatto tutto
nuovo a mattoni, fatti lavorare a tale scopo.
Le quattro pareti alzate di
circa un metro e mezzo. Il tetto rinnovato nei travi, pianelle
e coppi; fatta la volta sopra il presbiterio e il soffitto nella
sacrestia, sicchè la spesa totale sostenuta dal pio benefattore
credesi ascendere a circa Lire Mille.
Di più il Sig. Liti colle sue
mani lavorò e donò alla Chiesa suddetta quanto segue: