Madre
Speranza e la Parrocchia di Collevalenza
LA PARROCCHIA DI COLLEVALENZA
CULLA DELLA CONGREGAZIONE DEI FIGLI DELL' AMORE MISERICORDIOSO
Tutto ha inizio il pomeriggio di sabato
18 agosto 1951..
CRONISTA "Il 15 Agosto, alle 5.30 del mattino la Comunità
delle A. A.M. si è riunita in Cappella insieme alla
famiglia Di Penta.
D.
Alfredo, D. Giovanni Barbagli e fratel Sanzio Marino Supini
sono inginocchiati davanti alla balaustra in attesa di emettere
i Santi Voti per un anno.
Il Vescovo, secondo il cerimoniale , chiede ai tre che cosa
cerchino, ed essi rispondono che vogliono consacrarsi al Signore
nella Congregazione dei Figli dell' Amore Misericordioso.
Inizia la Messa. Al momento della Comunione il Vescovo rivolge
ai tre un' esortazione sull'amore e la misericordia del Signore,
e quindi riceve i loro Voti". (dal
DIARIO di M. Maria Esperanza Perez del Molino- presso le Ancelle
dell' Amore Misericordioso - Roma, via Casilina, 323).
"18 Agosto 1951, alle
8 del mattino partono da Roma i tre figli dell' A.M. per la
loro nuova residenza: COLLEVALENZA. Alle 14.30 parte anche
nostra Madre (n.M.) per assistere all'ingresso dei suoi Figli
e delle Figlie a Collevalenza. Sono con lei Sr Anna Mendiola,
Sr Rosa Presciuttini e Sr Ester Simal che con la M. Maddalena
attualmente ancora superiora di Todi formeranno la Comunità
delle Ancelle a Collevalenza.
Le accompagnano in questo viaggio altre Suore in due belle
macchine di Don Lino Di Penta. L'appuntamento è a Todi
per incontrarsi con il Vescovo.
Alle 18.45 da Todi si parte per Collevalenza: nella macchina
del Vescovo vanno i primi tre figli; in un'altra macchina
le quattro religiose che devono formare la nuova Comunità
e D. Gino Capponi Vicerettore del Seminario di Todi; in un'altra
macchina n.M. con le suore che l'hanno accompagnata da Roma
e nell'ultima la Superiora di Fratta e la Comunità
di Todi".
L'arrivo
avviene in aperta campagna, cento metri prima della chiesina
della Madonna delle Grazie (FOTO) mentre le campane suonano
a festa.
Tutta la gente del paese attendeva quell'arrivo perché
da anni la Parrocchia era priva del parroco.
"Tre bambini si fecero avanti e offrirono un mazzo di
fiori al Vescovo, un secondo al P. Alfredo e un altro alla
superiora Madre Maddalena, mentre una bambina lesse una poesia
al Vescovo. Terminata la poesia la banda intonò "Noi
vogliam Dio" e ci si diresse in processione verso la
parrocchia.
Dopo essere arrivati in paese cantando, il Vescovo nella chiesa
parrocchiale parlò alla gente presentando a tutti le
due Comunità" (dal
DIARIO di M. Maria Esperanza Perez del Molino- presso le Ancelle
dell' Amore Misericordioso - Roma, via Casilina, 323).
Ma
che vengono a fare queste suore e questi preti qui, in questo
paese sperduto fra le verdi colline umbre, piccolo e sconosciuto
come Betlemme, famoso solo per le sue feste chiassose e goderecce?
La Madre Speranza scrive
nel suo diario in data 18 agosto 1951 che è venuta
a Collevalenza solo per accompagnare i tre figli dell'A.M.
ai quali il Vescovo ha affidato la Parrocchia e le suore che
li assisteranno.Ma subito dopo il 19 agosto annota:
VOCE MADRE "Questa
notte il Buon Gesù mi ha detto chiaramente, che in
questa Collevalenza, dove io non mi rassegno facilmente a
rimanere, è dove devo vivere e organizzare il mio ultimo
lavoro, secondo il desiderio suo…."
(dal DIARIO: 19 agosto 1951)
CRONISTA Quale sarebbe stato
il suo 'ultimo lavoro' la Madre lo aveva saputo nell'estasi
del 14 maggio 1949 quando il Signore tra le altre cose le
aveva predetto che doveva edificare il Santuario al Suo Amore
Misericordioso.
CRONISTA Dal racconto di P. Gino Capponi sappiamo cos'altro
avvenne ancora quella sera del 18 agosto 1951:
P. GINO - Eh, che ti ho
fatto così male? Ecco la sassata è come quella
di chi va per strada e vede una scena un po’ particolare,
magari sulla sua pelle, una mattonata che ti capita sulla
testa. Non è che sia stata una mattonata che mi ha
fatto male, ma mi ha sorpreso e m'ha aperto un panorama. Facile
o difficile che sia stato non ve lo sto a raccontare,…
Questo
avveniva il 18 agosto, il 14 di settembre entravo in Congregazione.
Pochi giorni, in volata, convinto e straconvinto..Poi andai
a trovare la M. in via Casilina, perché qui non la
trovavo..C'è tutta una barzelletta..che io la cercavo
e lei mi cercava e girava intorno al palazzo dove stavo, ma
era chiuso e io telefonavo per cercare lei..Una cosa abbastanza
strana…Però c'era la ricerca scambievole. Vado
in via Casilina, mi catechizza sulla nuova Congregazione,
capisco il taglio misericordioso e sacerdotale e rimango convinto.
Il 14 settembre entro e, c'è qualcuno che si scandalizza,
soprattutto chi ha il codice sulle mani, perché in
pochi giorni ho finito il Noviziato che non è cominciato
mai.
Il 30 settembre ho fatto i Voti. Ma, come qualche vola ho
detto, io ho avuto per 32 anni una Maestra di Novizi, lei,
perché il Signore mi ha messo accanto a lei per 32
anni, forse per provarla, non essendo il più accondiscendente,
il più calmo, il più obbediente, il più
rispettoso, rispettoso sì, per carità."
(dalla Testimonianza
di P. Gino Capponi del 5-2-1993).
CRONISTA Collevalenza non
era quella di oggi, mancava l'acqua, la strada era di breccia,
bisognava sistemare la casa parrocchiale per alloggiarvi…
CRONISTA Racconta la Madre:
"Quando
venni in questo deserto, in questo piccolo centro di Collevalenza,
provai un grande scoramento; quando giunsi in questo paese
dove tutti erano comunisti, mi persi completamente di coraggio.
Vidi che era tutto una montagna di erba - che poi sradicammo
- con numerose gabbie di uccelli che cantavano…e mi
chiedevo; che faranno qui questi uccelli? Signore, che sono
venuta a fare io qui? E mi fu risposto che qui dovevo edificare
un Santuario."
(da Exortaciones
del 26 luglio 1966)"…
Su questa collina, in questo
paese dove tutti erano comunisti la chiesa era interdetta
dal Vescovo e non vi si poteva celebrare la S. Messa. Chi
era buono e desiderava ascoltarla doveva andare al cimitero,
dove i signori Bianchini facevano celebrare la S. Messa nella
cappella del loro pantheon di Famiglia.
Qui venni con i Padri e quando mi si disse che proprio qui
dovevo edificare il Santuario, vi dico con sincerità
che umanamente rimasi a terra".
(da Exortaciones
del 26 luglio 1966)
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