LA
BATTITURA DEL GRANO (2006)
Signori e Signore buona sera
Un grazie particolare agli organizzatori della FESTA nel Castello
di Collevalenza che hanno voluto inserire nel programma la rievocazione
storica della BATTITURA DEL GRANO.
- Per i più anziani, sarà un viaggio a ritroso nel tempo che rievocherà
scene vissute tanto tempo fa.
- Per i più giovani invece , questa iniziativa, vuole essere un
richiamo alle tradizioni . . . ad un momento della vita passata.
- Per TUTTI sarà ricordare un passato così vicino eppure lontano.
Tempi che non torneranno più, tempi in cui la fatica era appagata
da un gesto, da un sorriso, da una risata. Nell’azienda contadina
piccola o grande che fosse, un buon raccolto significava liquidità,
denaro. Poter pagare la “bottega”, migliorare le attrezzature
di lavoro, pagare il fabbro, fare le scarpe per chi ne avesse
bisogno e così via Insomma la Festa legata alla trebbiatura, è
forse uno dei momenti più emozionanti della vita passata.
E proprio del mangiare che vorrei parlare.
A circa metà mattina le donne più giovani distribuivano il 4bocconcello”
con vino ed acqua fresca e.... nei poderi più ricchi anche la
“spuma”.
Per la trebbiatura si faceva il pranzo migliore di tutto l’anno.
La tradizione voleva che si cucinasse la “papera muta” al forno
con patate, tagliatelle fatte a mano con i ritagli e la zuppa
inglese.
Se la trebbiatura si protraeva fino alla sera rigorosamente il
brodo di pollo con “ l’allesso” e venivano riproposti gli avanzi
del pranzo.
Se si facevano 100 quintali di raccolto, veniva suonata la sirena
e si ripassava il bocconcello.
Come detto era una Festa:
-per il padrone che incassava il suo 50%
-per il fattore che incassava sul restante 50%
-per il frate cercatore che incassava da quello che rimaneva di
spettanza dal contadino
-per il sindacalista che incassava dalla classe contadina, avendo
a cuore solo la classe operaia
per il contadino, forse se gli rimaneva ancora qualcosa.
Questa sera verranno rievocate tutte le fasi della trebbiatura
del grano.
Chiaramente voi ora state vedendo tutta la scena già preparata,
ma intorno agli anni ‘50, la trebbia veniva trainata di podere
in podere, percorreva tutta la zona secondo un itinerario concordato
tra il proprietario della trebbia ed i padroni dei poderi.
A) Dopo la mietitura con i buoi che trainavano il carro, si riportavano
dai campi le “gregne” (i fasci di spighe di grano) e sull’aia
si costruiva il “barcone”.
B) Arrivava la trebbia che veniva piazzata dai “meccanici” e collegata
ad un trattore con una grande cinghia di trasmissione. Alcuni
ricorderanno il famoso LANDINI “Testa Calda” modello L35 de 1956.
La trebbia , come potete vedere e composta di tre importanti parti:
1) parte anteriore
- la buca dove fuoriesce la paglia che tramite una scala, anch’essa
collegata con una cinghia alla trebbia , viene portata nei pressi
del “mallone” (un palo conficcato a terra alto almeno 6/7 metri)
attorno al quale verrà costruito il paiaio o meglio detto il “paiaro”.
2) parte superiore
- c’è l’imboccatore dove vengono inserite le gregne che dal barcone,
con il forcone, vengono passate alle persone che si trovano sopra
la trebbia che, opportunamente, le sciolgono con il falcino. Le
spighe passano nello scuoti paglia dove avviene la separazione
tra il grano e la pula o meglio conosciuta con il nome di “risca”.
3) parte posteriore
- si raccoglie il grano con le balle.
Insomma attorno alla trebbia si radunavano dalle 15/20 persone
ognuna con compiti specifici.
Naturalmente nessuna di queste persone, che comunemente erano
chiamate l’OPERA, veniva pagata. Tutte provenivano dai vicini
poderi, si faceva ad “AIUTARELLA.
Finita la trebbiatura su un podere ci si spostavano su un altro
e così via.
Altre persone che si muovevano intorno alla trebbia erano i MECCANICI.
Figure professionali tenute in grande considerazione. Loro non
mangiavano con l’OPERA, ma con il Padrone nella stanza della casa
detta “saletta”. Attorno ad un tavolo con la tovaglia “bona” i
piatti ed bicchieri. I meglio bocconi erano per i meccanici.
L’OPERA mangiava a terra sull’aia
Casting degli ‘attori’ dell’edizione 2 luglio 2006 presso il Campo
Sportivo della Parrocchia.
alle gregne Aldino (carestia) e Claudio all’imboccatore Giuseppe
ai quintali Giuliano e Orfeo al paiaro Fernando, Ennio e Felice
con la pertica per modellarlo i meccanici macchinisti Claudio,
Rinaldo, Lorenzo, Ezio, Roberto il frate cercatore Daniele il
sindacalista CGIL Vitaliano alla fisa Stefano le ragazze del bocconcello
Loretta, Anna e Fabiola, tutte splendide e sorridenti
il contadino Righino Ambrogi il fattore Sergio Barbieri il PADRONE
Renzo Manni