2 luglio 2006

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LA BATTITURA DEL GRANO (2006)
Signori e Signore buona sera
Un grazie particolare agli organizzatori della FESTA nel Castello di Collevalenza che hanno voluto inserire nel programma la rievocazione storica della BATTITURA DEL GRANO.
- Per i più anziani, sarà un viaggio a ritroso nel tempo che rievocherà scene vissute tanto tempo fa.
- Per i più giovani invece , questa iniziativa, vuole essere un richiamo alle tradizioni . . . ad un momento della vita passata.
- Per TUTTI sarà ricordare un passato così vicino eppure lontano.
Tempi che non torneranno più, tempi in cui la fatica era appagata da un gesto, da un sorriso, da una risata. Nell’azienda contadina piccola o grande che fosse, un buon raccolto significava liquidità, denaro. Poter pagare la “bottega”, migliorare le attrezzature di lavoro, pagare il fabbro, fare le scarpe per chi ne avesse bisogno e così via Insomma la Festa legata alla trebbiatura, è forse uno dei momenti più emozionanti della vita passata.
E proprio del mangiare che vorrei parlare.
A circa metà mattina le donne più giovani distribuivano il 4bocconcello” con vino ed acqua fresca e.... nei poderi più ricchi anche la “spuma”.
Per la trebbiatura si faceva il pranzo migliore di tutto l’anno. La tradizione voleva che si cucinasse la “papera muta” al forno con patate, tagliatelle fatte a mano con i ritagli e la zuppa inglese.
Se la trebbiatura si protraeva fino alla sera rigorosamente il brodo di pollo con “ l’allesso” e venivano riproposti gli avanzi del pranzo.
Se si facevano 100 quintali di raccolto, veniva suonata la sirena e si ripassava il bocconcello.
Come detto era una Festa:
-per il padrone che incassava il suo 50%
-per il fattore che incassava sul restante 50%
-per il frate cercatore che incassava da quello che rimaneva di spettanza dal contadino
-per il sindacalista che incassava dalla classe contadina, avendo a cuore solo la classe operaia
per il contadino, forse se gli rimaneva ancora qualcosa.
Questa sera verranno rievocate tutte le fasi della trebbiatura del grano.
Chiaramente voi ora state vedendo tutta la scena già preparata, ma intorno agli anni ‘50, la trebbia veniva trainata di podere in podere, percorreva tutta la zona secondo un itinerario concordato tra il proprietario della trebbia ed i padroni dei poderi.
A) Dopo la mietitura con i buoi che trainavano il carro, si riportavano dai campi le “gregne” (i fasci di spighe di grano) e sull’aia si costruiva il “barcone”.
B) Arrivava la trebbia che veniva piazzata dai “meccanici” e collegata ad un trattore con una grande cinghia di trasmissione. Alcuni ricorderanno il famoso LANDINI “Testa Calda” modello L35 de 1956.
La trebbia , come potete vedere e composta di tre importanti parti:
1) parte anteriore
- la buca dove fuoriesce la paglia che tramite una scala, anch’essa collegata con una cinghia alla trebbia , viene portata nei pressi del “mallone” (un palo conficcato a terra alto almeno 6/7 metri) attorno al quale verrà costruito il paiaio o meglio detto il “paiaro”.
2) parte superiore
- c’è l’imboccatore dove vengono inserite le gregne che dal barcone, con il forcone, vengono passate alle persone che si trovano sopra la trebbia che, opportunamente, le sciolgono con il falcino. Le spighe passano nello scuoti paglia dove avviene la separazione tra il grano e la pula o meglio conosciuta con il nome di “risca”.
3) parte posteriore
- si raccoglie il grano con le balle.
Insomma attorno alla trebbia si radunavano dalle 15/20 persone ognuna con compiti specifici.
Naturalmente nessuna di queste persone, che comunemente erano chiamate l’OPERA, veniva pagata. Tutte provenivano dai vicini poderi, si faceva ad “AIUTARELLA.
Finita la trebbiatura su un podere ci si spostavano su un altro e così via.
Altre persone che si muovevano intorno alla trebbia erano i MECCANICI. Figure professionali tenute in grande considerazione. Loro non mangiavano con l’OPERA, ma con il Padrone nella stanza della casa detta “saletta”. Attorno ad un tavolo con la tovaglia “bona” i piatti ed bicchieri. I meglio bocconi erano per i meccanici.
L’OPERA mangiava a terra sull’aia
Casting degli ‘attori’ dell’edizione 2 luglio 2006 presso il Campo Sportivo della Parrocchia.
alle gregne Aldino (carestia) e Claudio all’imboccatore Giuseppe ai quintali Giuliano e Orfeo al paiaro Fernando, Ennio e Felice con la pertica per modellarlo i meccanici macchinisti Claudio, Rinaldo, Lorenzo, Ezio, Roberto il frate cercatore Daniele il sindacalista CGIL Vitaliano alla fisa Stefano le ragazze del bocconcello Loretta, Anna e Fabiola, tutte splendide e sorridenti
il contadino Righino Ambrogi il fattore Sergio Barbieri il PADRONE Renzo Manni

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