
Domenica 3 luglio 2005
Un grazie particolare agli organizzatori della Festa nel Castello
di Collevalenza che hanno voluto inserire nel programma la rievocazione
storica della BATTITURA DEL GRANO.
Per i più anziani, è stato un
viaggio a ritroso nel tempo che ha rievocato scene vissute tanto
tempo fa. Per i più giovani, un richiamo alle tradizioni...
ad un momento della vita passata. Per TUTTI un ricordare un passato
così vicino eppure lontano.
Tempi che non torneranno più, tempi
in cui la fatica era appagata da un gesto, da un sorriso, da una
risata. Nell'azienda contadina piccola o grande che fosse, un
buon raccolto significava liquidità, denaro. Poter pagare
la "bottega", migliorare le attrezzature di lavoro,
pagare il fabbro, fare le scarpe per chi ne avesse bisogno e così
via. Insomma la Festa legata alla trebbiatura, è forse
uno dei momenti più emozionanti della vita passata.
Intorno agli anni '50, la trebbia veniva trainata di podere
in podere, percorreva tutta la zona secondo un itinerario concordato
tra il proprietario della trebbia ed i padroni dei poderi.
Dopo la mietitura, con i buoi che trainavano
il carro, si riportavano dai campi le “gregne” (i
fasci di spighe di grano) e sull'aia si costruiva il "barcone".
Arrivava la trebbia che veniva piazzata dai "meccanici"
e collegata ad un trattore con una grande cinghia di trasmissione..
Alcuni ricorderanno il famoso LANDINI "Testa Calda"
modello L35 del 1956.
La trebbia, come potete vedere è composta
di tre importanti parti:
| 1) Parte anteriore:
la buca dove fuoriesce la paglia che tramite una scala,
anch'essa collegata con una cinghia alla trebbia, viene
portata nei pressi del "mallone" (un palo conficcato
a terra alto almeno 6/7 metri) attorno al quale verrà
costruito il pagliaio o meglio detto il “paiaro”. |
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2)
Parte superiore: c'è l'imboccatore
dove vengono inserite le gregne che dal barcone, con il
forcone, vengono passate alle persone che si trovano sopra
la trebbia che, opportunamente, le sciolgono con il falcino.
Le spighe passano nello scuoti paglia dove avviene la separazione
tra il grano e la pula o meglio conosciuta con il nome di
"risca". |
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3) Parte posteriore:
si raccoglie il grano con le balle. |
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Insomma attorno alla trebbia si radunavano dalle 15/20 persone,
ognuna con compiti specifici.
Naturalmente nessuna di queste persone, che comunemente erano
chiamate l'OPERA, veniva pagata. Tutte provenivano dai vicini
poderi, si faceva ad “AIUTARELLA”. Finita la trebbiatura
su un podere ci si spostava su un altro e così via.
Altre persone che si muovevano intorno alla
trebbia erano i MECCANICI. Figure professionali tenute in grande
considerazione. Loro non mangiavano con l'OPERA, ma con il Padrone
nella stanza della casa detta "saletta", attorno ad
un tavolo con la tovaglia "bona", i piatti ed i bicchieri.
I meglio bocconi erano per i meccanici.
L'OPERA mangiava a terra, sull'aia.
A circa metà mattina le donne più
giovani distribuivano il "bocconcello" con vino ed acqua
fresca e nei poderi più ricchi anche la “spuma”.
Per la trebbiatura si faceva il pranzo migliore di tutto l'anno.
La tradizione voleva che si cucinasse la "papera muta"
al forno con patate, tagliatelle fatte a mano con i ricagli e
la zuppa inglese. Se la trebbiatura si protraeva fino alla sera......rigorosamente
il brodo di pollo con "l'allesso" e venivano riproposti
gli avanzi del pranzo.
Se si facevano 100 quintali di raccolto, veniva suonata la
sirena e si ripassava il "bocconcello".
Come detto, era una Festa:
-per il padrone che incassava il suo 50%
-per il fattore che incassava sul restante 50%
-per il frate cercatore che incassava da quello che rimaneva di
spettanza dal contadino
-per il sindacalista che incassava dalla classe contadina, avendo
a cuore solo la classe operaia
-per il contadino, forse........... se gli rimaneva ancora qualcosa
Si ringraziano:
- l'azienda Movimento Terra Recinzioni, CECCARELLI
SERAFINA di Rosaro, Acquasparta (TR)
- Emanuele Storti, presentatore
- Tutti coloro che hanno collaborato nella realizzazione della
rievocazione storica della Battitura del Grano.
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